Sorbetto ai fichi

Jul. 29th, 2017 08:08 am
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Posted by Misya

sorbetto ai fichiIl sorbetto ai fichi è un fresco dessert, da preparare senza l’uso della gelatiera. Per prima cosa va fatto uno sciroppo di zucchero aromatizzato all’arancia, dove andranno aggiunti e frullati i fichi prima di trasferire il tutto in freezer. Reperire questi frutti, seppur siamo nel pieno della loro stagione, è stata un per me un’impresa, alla fine sono riuscita a farmeli mettere da parte dal fruttivendolo di zona che porta la frutta direttamente dal suo giardino. Se riuscirete a trovare […]


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Posted by Elena Alb

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di ieri del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!


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Posted by Paolo Attivissimo

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni di lettori come Giuseppe Roberto Lop*. Se vi piace, potete farne una anche voi (per esempio con Paypal) per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/07/29 12:15.


Poco fa si è conclusa la breve cerimonia di consegna delle prime trenta Model 3 di Tesla: l’auto che, secondo i piani di Elon Musk, dovrebbe rivoluzionare il mercato e avviare l’adozione su vasta scala dei veicoli elettrici. Finora sono stati fabbricati 50 esemplari di serie: trenta vanno a clienti e venti restano all’azienda per la validazione della produzione.

Versione breve:


Versione lunga:



Queste sono le specifiche principali, secondo i dati raccolti da Electrek.

Inizialmente saranno disponibili due versioni: Standard e Long Range. La Standard ha un prezzo base di 35.000 dollari (34.000 CHF/29.800 EUR), un’autonomia di 354 km, un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi e una velocità massima di 209 km/h. La Long Range parte da 44.000 dollari, ha un’autonomia di 498 km, fa da 0 a 100 km/h in 5.1 secondi e ha una velocità massima di 225 km/h. Non si sa se l’autonomia è dichiarata secondo i criteri EPA, più realistici, o quelli NEDC.

La velocità di carica presso i Supercharger (punti di ricarica veloce di Tesla) è di 210 km in 30 minuti; presso un punto di ricarica domestico da 240V/32A è 48 km in un’ora.

Verrà data la priorità alla produzione della Long Range, le cui consegne iniziano oggi; la Standard sarà disponibile dall’autunno; le versioni a doppio motore (quattro ruote motrici) arriveranno in seguito.

Come preannunciato, il cruscotto tradizionale non c’è: è sostituito da un tablet da 15 pollici in posizione centrale (foto e grafica qui). Sul volante ci sono due trackball che comandano gli specchietti e l’impianto audio. Sul piantone c’è il selettore di marcia (indietro - folle - avanti - Autopilot - parcheggio). Il tetto è interamente vetrato. Le maniglie sono a filo carrozzeria ma manuali (si spingono per farle uscire, a differenza di quelle delle altre Tesla, che sono automatiche).

L’auto ha otto telecamere, un radar frontale e dodici sensori a ultrasuoni, che consentono la protezione anticollisione e la frenata automatica d’emergenza di serie. Tutti gli esemplari includono l’hardware per la guida assistita o autonoma, attivabile via software a pagamento. Aggiungendo 5000 dollari si ha la guida assistita o Enhanced Autopilot, che consente all’auto di restare in corsia, adeguare la propria andatura a quella del traffico, cambiare corsia automaticamente, imboccare le uscite autostradali e  parcheggiare. Aggiornamenti software aggiungeranno altre funzioni. Per la guida autonoma vanno aggiunti altri 3000 dollari e bisogna aspettare che sia pronto il software e siano approvate le apposite normative.

La garanzia è di 4 anni o 80.000 km sul veicolo e di 8 anni e 160.000 km sulla batteria standard (193.000 sulla Long Range).

La Model 3 è lunga 470 cm, larga 193 cm (185 cm a specchietti ripiegati) e alta 144 cm. Il fondo è a 14 cm da terra. Il bagagliaio, doppio (anteriore e posteriore) ha un volume complessivo di quasi 425 litri. Il peso è 1610 kg per la Standard e 1730 kg per la Long Range. Le ruote sono disponibili in versioni da 18 pollici (standard) e 19 pollici (1500 dollari in più). Se volete farvi un’idea dei colori disponibili, guardate qui. C’è anche un pacchetto di opzioni per l’allestimento interno che fa salire il prezzo di altri 5000 dollari, e i colori diversi dal nero costano 1000 dollari in più.

Sparisce la chiave apriporta tradizionale con telecomando: l’auto si apre quando si avvicina il telefonino del proprietario (il che significa che rubare un telefonino equivale a rubare le chiavi dell’auto) o quando si avvicina al montante centrale una tessera NFC fornita.

Ci sono oltre 500.000 prenotazioni. Se vi state chiedendo se ci sono novità sulla mia, fatta il 2 aprile 2016, il sito di Tesla è attualmente bloccato e mostra solo l’opzione di vedere la presentazione di oggi, ma ieri sera è cambiata la schermata iniziale del mio account, che ora dice “Tra poco riceverai l’invito per la Model 3”; e qui c’è una FAQ che chiarisce alcuni punti (ma non tutti).

La grossa sfida per Tesla, ora, è riuscire a fabbricare in massa quello che finora ha prodotto in volumi molto modesti: nel 2016 ha costruito in tutto circa 84.000 auto. Ora vuole arrivare a sfornarne 20.000 al mese entro fine anno.

È tutto quello che so: se volete saperne di più, date un’occhiata alle mie FAQ e seguite Teslari.it. Per le foto dei dettagli, consiglio questa recensione di Motor Trend.

Intanto che aspetto novità da Tesla, ho prenotato per i primi di agosto una prova della Opel Ampera-e, che ha prezzi e caratteristiche di autonomia simili alla Model 3 ma non include le opzioni di guida assistita/autonoma. Vi racconterò tutti i dettagli appena possibile.


Fonti aggiuntive: Yahoo, The Verge, Ars Technica.

EMPOWERED vol.10 cover art

Jul. 28th, 2017 05:09 am
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Haven't posted on deviantART in forever, but what the heck? Might not be much traffic here anymore, but it's still a useful place to go to look at people's artwork. For the record, I'm mainly on Twitter and Instagram right now, with the latter where I've been posting life drawings more or less daily for eight months or so: www.instagram.com/adam_warren_…

Anyhoo, here's the cover art for the newest volume of Empowered, my ongoing "sexy superhero comedy" series published by Dark Horse comics and now on sale both in print and in digital form. Line art by me, beautiful color art by the great Robaato. More info on the volume here: www.darkhorse.com/Books/3001-0…

And the book's solicitation copy:

Costumed crimefighter Empowered, delighted by her long-delayed promotion to full-time membership in the SuperHomeys, enjoys a suprasocial media "victory lap." But will her newfound satisfaction survive the challenges of obnoxious "white knights," disturbing cryoprison visits, alarming alien medical scans and—worst of all—the revelation of a lover's dark secret?
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Posted by Paolo Attivissimo

Ultimo aggiornamento: 2017/07/28 18:15.

“Non esistono nativi digitali”: un titolo secco e deciso per un articolo pubblicato su Discover Magazine da Nathaniel Scharping ieri, che riprende un termine, nativo digitale, coniato nel 2001 dall’educatore Marc Prensky in un saggio diventato molto popolare.

Il saggio diceva che il modo in cui gli studenti di oggi pensano ed elaborano le informazioni è radicalmente differente rispetto ai loro predecessori, a causa dell’uso intensivo di videogiochi, computer, smartphone e altri dispositivi digitali. Di conseguenza, diceva Prensky, è necessario cambiare i metodi educativi per tenere conto di questa fondamentale differenza.

Ma dal 2001 sono passati molti bit sotto i modem e soprattutto sono state pubblicate molte ricerche che indicano che i cosiddetti “nativi digitali” non sono più bravi degli “immigrati digitali” nell’usare i programmi e le funzioni dei computer (per esempio quella di ECDL/AICA) e non sono più bravi nel multitasking. In compenso i “nativi digitali” si valutano molto più competenti informaticamente rispetto agli “immigrati”: il doppio dei nativi crede di essere competente rispetto agli immigrati.

Non solo: il cervello umano dei “nativi” è come quello degli “immigrati”. Gestisce bene un solo compito complesso per volta. In termini informatici, è un monoprocessore che può fare task switching ma non multitasking. I “nativi” danno solo l’impressione di fare tante cose contemporaneamente perché in realtà commutano rapidamente da una all’altra, ma le fanno tutte male e alla fine non risparmiano tempo esattamente come tutti gli altri, e questa commutazione continua ha un costo dovuto alla continua interruzione dei processi di pensiero. Uno studio del 2006 indica che parlare al telefono mentre si guida è come guidare in stato di ubriachezza. E di ricerche in questo senso ce ne sono tante altre, segnalate nell’articolo di Discover Magazine.

Conviene quindi lasciar perdere i miti e per esempio disattivare il più possibile le notifiche non indispensabili dei nostri dispositivi, il cui scopo non è renderci più efficienti, ma riportarci il più possibile nei social network per generare traffico che fa incassare i proprietari di questi servizi.

Polpette di carne allo yogurt

Jul. 28th, 2017 08:16 am
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Posted by Misya

Polpette di carne yogurtLe polpette di carne allo yogurt sono un secondo piatto leggero e saporito. Si preparano mescolando la carne macinata allo yogurt greco che, oltre a dare morbidezza e sapore all’impasto, funge da legante degli ingredienti. Come vi accennavo, in queste polpette senza uova, lo yogurt è fondamentale ed al gusto non si percepisce 😉 Le polpette non sono fritte ma cotte in un leggerissimo sugo di pomodoro, quindi risultano perfette per chi cerca un piatto che strizzi l’occhio alla linea […]


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Posted by Paolo Attivissimo

Credit: Patrick Wardle.
Gli anni passano ma il mito resiste: vedo che molti utenti Apple sono tuttora convinti che i loro computer siano magicamente immuni ai virus. Non è così, e c’è un caso misterioso che lo conferma.

Il caso è stato battezzato FruitFly (moscerino della frutta) ed è stato scoperto a gennaio di quest’anno. Si tratta di un malware per Mac che probabilmente è sfuggito ai ricercatori e agli antivirus per almeno cinque anni, fino a quando il suo traffico di dati è stato scoperto da un amministratore di rete di un’università di cui non è stato reso noto il nome.

Questo malware è in grado, su un Mac, di catturare schermate, registrare quello che viene scritto sulla tastiera, scattare immagini attraverso la webcam, modificare file e raccogliere dati riguardanti il computer infettato. È particolarmente astuto: avvisa i suoi padroni quando l’utente sta usando il computer infettato e così agisce solo quando l’utente non è al computer.

Non si sa come si diffonde e chi sono i suoi autori e gestori: i siti attraverso i quali riceve i comandi non esistono più. Ma un esperto di sicurezza, Patrick Wardle (ex NSA), ha ricreato quei siti e si è messo in ascolto.

In pochissimo tempo ha cominciato a ricevere informazioni rubate da Mac sparsi un po’ ovunque ma situati principalmente negli Stati Uniti. Mac di utenti a caso, senza un nesso che li unisca, a conferma che i virus spesso attaccano a casaccio e che quindi pensare “Ma chi vuoi che mi prenda di mira” è un errore.

Apple ha rilasciato tempo fa degli aggiornamenti di MacOS che rilevano e bloccano FruitFly, e lo stesso fanno i principali antivirus in commercio. Morale della storia: gli aggiornamenti servono e gli antivirus pure. Anche su Mac.


Fonti: ZDnet, Intego, Intego.
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Posted by Paolo Attivissimo

Avete visto il film The Circle? C’è una scena nella quale il social network immaginario del film, una sorta di Facebook, viene usato per localizzare una criminale che la giustizia ordinaria non riusciva a trovare. Viene diffusa la sua foto e gli utenti, sparsi ovunque nel mondo, vanno a caccia finché trovano la donna e la fanno arrestare. Spettacolare e inquietante, ma meno esagerato di quello che si potrebbe pensare.

Alcuni mesi fa la polizia della provincia canadese dello Saskatchewan ha infatti usato lo stesso sistema per identificare e localizzare una donna che stava cercando: ha messo su Facebook una foto della donna e ha sfidato gli utenti a partecipare alla sua ricerca, presentandola come una sorta di gioco. Ha funzionato: la giovane è stata riconosciuta dal fratello, che vive in North Carolina e che ha avvisato la polizia canadese e la sorella. Ed è qui che la storia prende una piega bizzarra.

La donna, Samantha Field, ha contattato la polizia e ha scoperto di essere ricercata in relazione a una serie di atti terroristici: qualcuno aveva inviato dei pacchi contenenti bicarbonato, facilmente confondibile con l’antrace, e aveva diffuso allarmi bomba. E su Internet c’era un video nel quale lei se ne prendeva la responsabilità, dicendo “Abbiamo fatto quei pacchi insieme... la gente penserà che il bicarbonato è antrace”.

Come è possibile? Samantha Field aveva risposto a un’inserzione su Fiverr, un sito tramite il quale si possono effettuare lavori online a pagamento, pensando di recitare dei brani di un libro per un video promozionale: una cosa che la Field fa spesso e che in questo caso le aveva fruttato 35 dollari. Ma non c’era nessun video promozionale e nessun libro da promuovere: il video, rimontato appositamente, è stato usato per incastrare la Field inviandolo ai media. Per fortuna la polizia non ha creduto alla rivendicazione involontaria fatta online.

In altre parole, se accettate lavori online da sconosciuti, vi conviene sempre fermarvi un momento a pensare e chiedervi se per caso quello che fate o dite può essere manipolato e usato contro di voi.
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Posted by Paolo Attivissimo

In occasione della partenza dell’astronauta Paolo Nespoli per la Stazione Spaziale Internazionale, prevista per le 17:41 di oggi con arrivo alle 23:15 (diretta su RaiNews24 e streaming su NASA TV), segnalo alcuni siti utili per avvistare la Stazione a occhio nudo (non occorre un telescopio) e per seguire Paolo nella sua missione.

Paolo è su Twitter come @astro_paolo, su Facebook come ESAPaoloNespoli e su Instagram come astro_paolo; tutte le informazioni sulla sua missione e il suo addestramento sono presso paolonespoli.esa.int.

Se volete vedere la Stazione, consiglio le app ISS Spotter e ISS Locator (iOS) oppure ISS Detector e ISSonLive (Android). Se preferite un sito, consiglio ISS Tracker oppure Spot the Station della NASA (quest’ultima app richiede un’iscrizione gratuita per ricevere le notifiche).

Se invece volete vedere il mondo dalla Stazione in tempo reale in HD, come lo vedono gli astronauti, allora andate a Ustream sul canale ISS HD Earth Viewing Experiment. Ci sono anche le webcam di bordo, non sempre attive, presso il canale Ustream Live ISS Stream. Ustream è disponibile anche come app Android e iOS.

E se tutto questo non basta, date un’occhiata a questo mio elenco di risorse spaziali. Buona visione.
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Bonjour !! 😊



Pfiou ! 
Ces photos ont déjà plus d'un mois... 😳 Désolée, je n'ai cessé de repousser cette note car elle est assez longue à écrire, il y a beaucoup d'images à poster... 😅 Ce n'est pas évident entre deux couches et deux biberons... 🍼🍼 
Bon, cette fois je m'y mets ! 😙


Nous avons reçu à la maison les goodies et les livres, pas sous leur forme finale, mais en plusieurs morceaux, afin que nous puissions valider le papier, les couleurs, les cadrages, etc. 

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Ils appellent ce projet le Daily struggle, depuis le tome 1... 😅 (il s'agit de l'ancien titre)

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Trois beaux livres absolument vides (donc trois beaux carnets pour dessiner ! En effet, nous avons dû donner à l'imprimeur tous ces éléments, après avoir signé des papiers, sauf ces livres, qu'ils nous ont permis de garder). 😃📘📘📘

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La pochette de goodies à la fin du livre (sans les dessins): 

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Les deux dessins pour la pancarte de porte (je ne sais pas si ça s'appelle comme ça ?) : 

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Les couleurs étaient très jolies. 👍

Les personnages seront recouverts de vernis sélectif. 🙂


Le carton qui nous a été envoyé nous a semblé un peu trop fin, par contre. Nous avons demandé un carton plus épais. J'espère que vous aimerez. 😙


⭐️


La carte postale qui sera dans le tome 2 : 

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La mini-planche de stickers qui se trouvera dans les petits carnets

(et derrière, la couverture du carnet) 

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Quelques cases de la BD, pour voir ce que donnera l'impression de l'ensemble (mais nous devons encore recevoir une épreuve du livre complet, qui devrait arriver très bientôt). 

L'encre et le papier nous plaisent énormément, ce sont de toute façon les mêmes que pour le tome 1, heureusement, nous gagnons du temps sur ça. 👍

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Le marque-page découpé...

L'avoir en mains nous a permis de l'améliorer. Nous avons retravaillé la coupe (qui sera moins grossière), ainsi que la couleur de fond (vert clair plutôt que blanc). 🙂
...et le marque-page classique : 


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Le goodie que je préfère 😇 : les planches de stickers !! ⭐️

J'en ai même demandé en plus pour moi, à côté (elles seront peut-être dans une éventuelle boutique... s'il en reste) 🙄

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(j'espère que vous aimez ! ils sont plus petits et plus nombreux que dans le tome 1) 🙂



Les patchs adhésifs !! 

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Nous nous attendions à être un peu déçus par la broderie, mais en fait, la qualité est parfaite. Ouf !

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Le faux billet ! 💰

Il y en aura 2 dans chaque tome 2. 😃

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Le papier nous a semblé trop fin, et pas assez proche d'un vrai dollar. 

Alors nous sommes allés dans le petit magasin de jouets, près de chez nous, où j'avais vu ce billet de 1 millard : 

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Le papier de ce billet là était encore moins proche, finalement. 😅

Je crois qu'il sera malheureusement impossible d'avoir un papier qui ressemble à du tissu, comme celui des vrais billets de banque... 
Nous avons gardé le papier du prototype, mais en plus épais. 
J'espère que ça rendra bien !! 😳


Quelques photos du patch brodé de l'écureuil :  

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Derrière, c'est de la colle à tissu. Adrien est allé au bureau plusieurs jours de suite avec ce sac sans qu'il ne se décolle. Après, nous l'avons enlevé par peur de le perdre dans la foule (Adrien va au travail en train et il y a toujours beaucoup de monde). 🙂



⭐️


Voilà !! 
J'espère que ce compte-rendu vous a plu. 🙂


En ce moment, je suis sur les dédicaces des deux lots Prestige d'Ulule. 😊
Je ne m'ennuie pas, j'écoute Kaamelott en même temps. 

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Je sais que je dois faire l'épilogue ! 😳

Pardon pour ce retard. Je m'en occupe dès que je le peux... 😔 Merci pour votre patience. ❤️


Ah, et vous êtes également nombreux à me demander quand vous recevrez vos colis. 🙂
Ça n'a pas changé, c'est toujours début septembre (afin d'éviter l'été). 
Normalement, le distributeur vous enverra un email afin que vous validiez votre adresse, peu avant. ✉️


Merci de votre attention. 


Avez-vous des questions ? Je me ferai un plaisir d'y répondre. 


Merci ! 😘 À bientôt ! 
J'espère que vous aimerez ces goodies autant que j'ai aimé les faire !! 😃




🌿 Laurel 🌿

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Posted by Paolo Attivissimo

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Piccola proposta per mettere un po' più di scienza in TV: in onore di Paolo Nespoli che va nello spazio domani, annunciare gli orari dei passaggi sull'Italia della Stazione Spaziale, dove lui sarà, e farlo a ogni TG.

Così tanti lo vedranno e scopriranno che la Stazione è visibile a occhio nudo da Terra. È incredibile quanta gente non lo sa (e non sa neanche che esiste una Stazione, men che meno che è stata fabbricata in gran parte in Italia).

Costo: zero, per sapere gli orari basta consultare i servizi online appositi. I canali TV trovano soldi e tempo per fare oroscopi, non mi dicano che non li hanno per un evento scientifico che tutti possono vedere e che coinvolge un astronauta italiano.

Forza, direttori di reti TV: dite che volete combattere la fake news, questa è la vostra occasione per mandare in onda una realtà straordinaria.
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Posted by Paolo Attivissimo

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Sì, ho letto l’articolo di Repubblica intitolato “Bufale, il debunking fa più danni che altro. E le fake news resistono“ di Simone Cosimi (copia su Archive.is); grazie a tutti quelli che me l’hanno segnalato. La mia opinione resta quella che avevo scritto qui nel 2015, prima di conoscere Walter Quattrociocchi (coautore della ricerca citata da Repubblica) durante la consulenza #Bastabufale per la Camera dei Deputati.

Primo, il campione di riferimento è composto da americani, e per di più su Facebook. E con tutto il rispetto per Zuckerberg e le sue ambizioni, Facebook non è ancora la realtà. Vorrei anche far notare che gli americani non rappresentano il mondo, anche se molti di loro ne sono convinti. Per cui non ho nulla da dire sul metodo, per carità, ma ho qualche dubbio sul campione al quale è stato applicato. Resto dell’idea che usare Facebook per vedere chi si converte dal complottismo sia come andare allo stadio durante un derby per vedere chi cambia squadra del cuore. Anche perché nel mondo normale la gente cambia idea: leggete questa confessione di un complottista pentito. E non è un caso isolato, perché come lui ne ho incontrati molti altri.

Secondo, da che pulpito vien la predica: il successo delle bufale e delle notizie false è dovuto anche al fatto che i giornali, come Repubblica, pubblicano qualunque fesseria senza controllarla, purché generi clic o sia conforme all’ideologia che vuole promuovere, e al fatto che i programmi televisivi diffondono ogni sorta di panzana, purché faccia ascolti (Voyager e Le Iene, per citarne qualcuno), fregandosene delle conseguenze sociali (vaccini, BlueWhale, eccetera).

Quando ho moderato il tavolo di lavoro dei media alla Camera dei Deputati, che radunava molti responsabili di testate e di agenzie, ho sentito tante belle promesse, ma non è cambiato nulla: il valzer delle vaccate continua indisturbato, di rettifiche manco l’ombra e il fact-checking tanto vantato è tuttora latitante.

E adesso Repubblica si autogiustifica dicendo che tanto il debunking non serve a nulla. Anzi, “fa più danni che altro”. Perché le vostre balle invece hanno fatto bene, vero Repubblica? Vogliamo parlare di quando pubblicavate notizie sull’ISIS prendendole da Lercio? O di quando illustravate la marcia anti-Trump usando una foto del 1995? O di quando mostravate foto false delle gelate? O di quando la vostra Silvia Bizio spacciava suo nipote per un passante qualsiasi per fare una finta intervista? O di quando avete scritto che gli aerei presto avrebbero volato “al quadruplo della velocità della luce”? Potrei andare avanti a lungo: questi sono solo alcuni campioni recenti della mia piccola compilation delle vostre notizie false. Prima di parlare di chi fa danni, fatemi la cortesia di guardarvi in casa: se “le fake news resistono”, la colpa è anche vostra che le pubblicate.

Terzo, metto da parte un momento il rapporto di amicizia con Quattrociocchi perché a distanza di due anni dalla pubblicazione iniziale siamo ancora senza una risposta alla domanda fondamentale sollevata dalla ricerca: se il debunking non serve, allora che facciamo? Ci arrendiamo al rincoglionimento generale? Lasciamo che i bufalari guadagnino indisturbati?

Finora l’unica risposta che ho visto è data da queste parole di Fabiana Zollo, prima autrice della ricerca: “Il debunking e l’attacco frontale ai complottisti non sono antidoti al propagarsi di fake news. Piuttosto, l’uso di un approccio più aperto e morbido, che promuova una cultura dell’umiltà con l’obiettivo di abbattere i muri e le barriere tra le tribù della rete, rappresenterebbe un primo passo per contrastare la diffusione della disinformazione e la sua persistenza online”.

Io vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse in cosa consiste concretamente questa “cultura dell’umiltà” e quale sarebbe questo “approccio più aperto e morbido”. Provateci voi, a frequentare un forum di complottisti e restare umili, aperti e morbidi. Fateci vedere come si fa, perché francamente più di quel che facciamo non saprei cosa fare. Noi debunker lavoriamo quasi sempre gratis, spesso senza protezione giuridica, riceviamo insulti e minacce pur non insultando mai nessuno, e ancora non basta?

Debunker sì, leccapiedi no. Quelli, se li volete, li trovate nelle redazioni. Quelle dove chi scrive cazzate prende uno stipendio. Pagato da voi che comprate i giornali o li sfogliate online facendovi monitorare o monetizzare dai pubblicitari.
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Posted by Paolo Attivissimo

Scansione tratta da Qualenergia.
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Ai primi di luglio Il Giornale ha pubblicato una petizione (versione completa qui), anzi, un “appello della scienza”, contro le “eco-bufale” (che, parrebbe di capire, sarebbero i cambiamenti climatici di origine umana), con la partecipazione di Antonino Zichichi. Titolo: “L'inquinamento va punito come reato, ma è da ciarlatani dire che modifica il clima”. Notate il ciarlatani.

L’appello risultava sottoscritto da venti scienziati. Certo, una rondine non fa primavera e venti scienziati non sono “la scienza” nel suo complesso, anche perché nessuno di quei venti è climatologo. Ma salta fuori che alcune delle loro adesioni sono false.

Antonello Pasini, insieme a Climalteranti, ha contattato questi firmatari chiedendo se avessero davvero aderito alla petizione del Giornale e di Zichichi. I risultati sono eloquentissimi: li trovate nell’articolo di Pasini.

Se si arriva a mentire e manipolare per sostenere la propria tesi, forse la tesi è marcia.

Genovese di mare

Jul. 27th, 2017 08:04 am
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Posted by Misya

Genovese di mareLa genovese di mare è la variante della più classica pasta alla genovese . La ricetta prevede sempre una base di cipolle ma in questa versione del piatto ci saranno cozze, vongole e gamberetti a rendere il condimento diverso e ancor più ricco! Questo primo piatto di mare è molto in voga nei ristoranti di Napoli ed io, quando lo trovo nel menù, lo prendo per andare a colpo sicuro perchè è davvero delizioso. Se non avete mai sentito parlare […]


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