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Posted by Elena Alb

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!


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Posted by Paolo Attivissimo

CCleaner è un’applicazione molto popolare per l’ottimizzazione dei computer Windows e Mac e dei dispositivi Android, che vanta circa 130 milioni di utenti ed è stata acquisita recentemente dalla società di sicurezza informativa Avast. Ma è emerso che alcune versioni contenevano un malware decisamente pericoloso, concepito per infiltrarsi nelle reti informatiche aziendali e prenderne il controllo.

I ricercatori della Talos Intelligence (Cisco) hanno scoperto che la versione 5.33 di CCleaner, quella regolarmente distribuita e firmata digitalmente dall’azienda, era infetta. Chi scaricava CCleaner per aggiornarlo scaricava quindi anche il malware, che eludeva i controlli di sicurezza di base perché appunto l’aggiornamento era garantito dal produttore. Gli utenti colpiti sarebbero circa 2,3 milioni.

Più specificamente, chiunque abbia scaricato la versione 5.33.6162 di CCleaner oppure la versione 1.07.3191 di CCleaner Cloud, disponibili dal 15 agosto al 13 settembre scorso, dovrebbe ripristinare i propri dispositivi partendo da una copia di sicurezza. Aggiornare CCcleaner o cancellarlo non basta, dicono gli esperti di Talos/Cisco. La versione 5.34 non è pericolosa.

L’attacco, secondo le analisi, è particolarmente sofisticato e prendeva specificamente di mira grandi nomi come Intel, Google, Epson, Akamai, Samsung, Sony, VMware, HTC, Linksys, D-Link, Microsoft e Cisco, per cui si sospetta un tentativo di spionaggio industriale, forse appoggiato da un governo nazionale, effettuato infettando utenti a caso confidando che alcuni di loro avrebbero poi portato l’infezione nelle proprie aziende.


Fonti: Gizmodo, Talos, Avast.

Torta farfalla

Sep. 22nd, 2017 08:26 am
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Posted by Misya

torta-farfallaLa torta farfalla è il dolce che ho preparato quest’anno per il mio compleanno! Beh, lo sapete che io sono sempre solita preparare la torta “fai da me”, a dire il vero mi faccio anche un regalo per festeggiarmi (figuratevi), ed anche questa volta non sono mancata all’appuntamento con me stessa. L’idea di cosa volevo realizzare mi è stata subito ben chiara, nel web ho dato uno però uno sguardo alle varie torte a forma di farfalla per capire bene […]


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Posted by Paolo Attivissimo

La puntata di questa sera di Patti Chiari (RSI La1, dalle 21.10, rsi.ch/pattichiari) si occuperà anche di tracciamenti pubblicitari e app truffaldine che possono rubare dati ed essere un po' troppo ficcanaso. Parlerà dei permessi che diamo a queste app e sarò presente in studio e online per rispondere alle domande dei telespettatori.

Se volete prepararvi per la puntata, ecco come scoprire quali autorizzazioni avete dato alle app sui vostri dispositivi.

Per sapere quali app usano una certa categoria di permessi:

– in Android 6-7, toccate Impostazioni - App - icona dell’ingranaggio - Autorizzazioni app; in Android 8, toccate Impostazioni - App e notifiche - Autorizzazioni app. Questo elenca le categorie (accesso a fotocamera, microfono, posizione, SMS, sensori corpo, telefono, archiviazione, calendario), e toccando una categoria vengono elencate le app che la usano e viene offerta l’opzione di revocare l’autorizzazione per le singole app.

– in iOS 10 e 11, andate in Impostazioni - Privacy e troverete le categorie di accesso: scegliendone una, verranno elencate le app che la usano e vi verrà data la possibilità di revocarla. Le app che usano la trasmissione dati sono invece elencate e revocabili andando in Impostazioni - Cellulare.

Per sapere quali permessi avete dato a una specifica app:

– nei dispositivi Android, nella versione 7 toccate Impostazioni - App; nella versione 8 toccate Impostazioni - App e notifiche - Informazioni app. Poi scegliete l’app che vi interessa; toccando la voce Autorizzazioni app dell‘app avrete la possibilità di revocare o concedere queste autorizzazioni.

– in iOS 10 e 11, andate in Impostazioni, scorrete fino in fondo, raggiungete l’elenco delle app e toccate l’app che vi interessa: qui potrete anche revocare i permessi concessi alla singola app.

Arriva iOS 11: le cose da sapere

Sep. 22nd, 2017 08:47 am
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Posted by Paolo Attivissimo

La versione 11 di iOS è uno degli aggiornamenti recenti più significativi del sistema operativo dei dispositivi Apple (multitasking sui tablet e realtà aumentata sono molto interessanti) ed è ora disponibile al pubblico da un paio di giorni dopo il consueto periodo di test.

Ma non correte a installare iOS 11 prima di aver controllato alcune questioni fondamentali, per evitare delusioni, perdite di dati e altri problemi. Non c’è fretta, anche perché l’aggiornamento non chiude falle di sicurezza importanti. Se decidete di aggiornare, verificate di avere a portata di mano la vostra password di iCloud/Apple ID e fate prima di tutto una copia di tutti i dati.

La prima questione è fondamentale: assicuratevi che il vostro dispositivo sia compatibile. L'iPhone minimo aggiornabile è il 5S (il 5 non si aggiorna), l'iPad minimo è il mini 2 o Air, l’iPod minimo è il touch di sesta generazione. Tutti gli altri dispositivi resteranno per forza come sono. Non tentate di aggiornarli usando giri strani o accrocchi e non fidatevi di chi vi promette aggiornamenti di dubbia provenienza.

Il secondo aspetto importante è che iOS 11 ha un difetto che può impedire di accedere alle caselle di posta di Microsoft Office 365, Outlook.com ed Exchange. Apple ha confermato il problema, che è una bella magagna per chiunque usi la posta di Microsoft per lavoro, e ha detto che rilascerà presto una correzione. C'è una soluzione temporanea: usare l'app di Outlook per iOS fornita da Microsoft oppure non aggiornare iOS. Naturalmente chi sta correndo in questi giorni a comprare un iPhone nuovo lo trova con iOS 11 preinstallato e quindi non ha scelta.

Il terzo punto da ponderare è che alcune app smettono di funzionare: iOS 11, infatti, non supporta più le app a 32 bit ma solo quelle a 64 bit (come preannunciato da tempo) e quindi se un’app non è stata aggiornata per questo standard non verrà eseguita. Se volete sapere quali app non aggiornate state usando, andate in Impostazioni - Generali - Info - Applicazioni e ne otterrete un elenco.

Infine una parola di cautela: con iOS 11, il comando consueto per spegnere Wi-Fi e Bluetooth in realtà non spegne affatto queste funzioni. Finora, se andavate nel Centro di Controllo (facendo scorrere un dito dal fondo dello schermo verso l’alto) e toccavate le icone di Bluetooth o Wi-Fi, questi due componenti interrompevano le trasmissioni e venivano spenti. Ora non è più così: restano comunque attivi per i servizi che Apple ritiene indispensabili e comunque alle cinque del mattino (ora locale) tornano pienamente attivi. È un cambiamento intenzionale di Apple che molti troveranno piuttosto disorientante. Se volete spegnere davvero Bluetooth e Wi-Fi, per esempio per motivi di sicurezza, per non creare interferenze o per risparmiare batteria (nel caso del Wi-Fi), dovete andare nelle Impostazioni oppure attivare la modalità aereo.


Fonti: The Register, Ars Technica, Il Post, Motherboard.
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Posted by Paolo Attivissimo

Al recente Salone dell’Auto di Francoforte, il presidente del consiglio di amministrazione di Porsche, Oliver Blume, ha fornito nuovi dettagli sulla Mission E, l’auto sportiva interamente elettrica presentata come concept due anni fa: sarà in vendita, ha detto, entro la fine del 2019.

L’aspetto informaticamente interessante è che l‘auto sarà aggiornabile via Internet e alcune sue funzioni saranno fisicamente installate ma sbloccabili solo a pagamento, esattamente come succede per le app dei telefonini o per le applicazioni per computer.

Porsche non è l’unica a proporre auto aggiornabili senza portarle in officina: General Motors dice di volerlo fare entro il 2020, e Ford lo ha già fatto quest’anno per aggiornare i modelli del 2016, anche se in entrambi i casi si tratta di aggiornamenti che riguardano soltanto i sistemi di infotainment (informazione e intrattenimento, in pratica radio e lettore musicale/video).

Tesla, invece, da alcuni anni aggiorna le proprie auto via Internet anche negli aspetti più vitali, migliorando le prestazioni e aggiungendo funzioni (qui una cronologia). Di recente, in occasione degli uragani che hanno colpito la Florida, la casa automobilistica ha dato una dimostrazione molto eloquente della potenza di questo metodo di aggiornamento aggiungendo via Internet di colpo circa 60 chilometri di autonomia a tutti gli esemplari residenti in Florida di alcuni particolari modelli delle sue auto (S/X 60 e 60D), che avevano una batteria limitata via software e che per questo erano stati venduti a prezzo ridotto con l’opzione di pagare in seguito un importo aggiuntivo per sbloccare l’autonomia supplementare.

Questo sblocco gratuito, diffuso via Internet e rete cellulare, è però temporaneo, allo scopo di facilitare l‘evacuazione a chi ha deciso di allontanarsi dalla zona, e così come è stato attivato potrà essere revocato. L’aggiornabilità da remoto è un potere a doppio taglio, insomma: in teoria un aggiornamento potrebbe anche ridurre le prestazioni o revocare l’autorizzazione a usare l’auto, anche se questo creerebbe un pasticcio legale non trascurabile.

C’è chi s’inquieta all’idea di un’auto che si aggiorna da sola, forse perché pensa a Windows che decide di aggiornarsi nei momenti meno opportuni e teme di trovarsi appiedato di colpo mentre viaggia, ma gli aggiornamenti software delle auto non funzionano così, per fortuna: avvengono solo quando l’automobile è ferma, devono essere avviati dal proprietario, e se per caso non vanno a buon fine l’auto torna automaticamente alla versione precedente.

Cosa più importante, gli aggiornamenti over the air (OTA, via etere) riducono i costi di gestione e permettono di raggiungere rapidamente tutte le auto interessate, senza doversi affidare alla buona volontà e alla competenza dell’automobilista, che con i sistemi tradizionali deve trovare il tempo di portare l’auto in officina oppure deve ricevere una chiavetta USB contenente l‘aggiornamento e poi installarlo.

Anche la prospettiva di avere un’auto sempre connessa alla Rete, toglie il sonno ad alcuni automobilisti, timorosi che il loro veicolo venga attaccato dai criminali informatici, come accade per altri dispositivi connessi: ma questi aggiornamenti servono proprio a chiudere le falle di sicurezza che altrimenti rimarrebbero aperte per sempre, come avviene oggi per webcam e altri dispositivi dell’Internet delle Cose. Queste falle, olltretutto, sono presenti anche nelle auto non aggiornabili via etere (che quindi resteranno vulnerabili).

Antibufala: Coca-Cola contaminata

Sep. 22nd, 2017 12:35 am
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Posted by Paolo Attivissimo

Mi arrivano molte segnalazioni di un allarme che circola sui social network e che riguarda la Coca-Cola, che secondo l’allarme (lo dico subito: è un falso allarme) sarebbe da evitare “per le prossime settimane” perché “un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV”.

Magari non tutti sanno che il virus dell‘HIV non potrebbe sopravvivere in condizioni del genere. Ma in teoria un messaggio che invita a “non bere nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi” dovrebbe far riflettere chi lo legge almeno un microsecondo prima di inoltrarlo a tutto l’universo e suggerire una domanda: ma è credibile un allarme che parla di “fioravanti di succhi”?

Bufale un tanto al chilo ha indagato e ha scoperto che questa catena di Sant’Antonio circola da anni in varie lingue e la versione italiana è semplicemente una traduzione maldestra (notate il repetir) di una di queste vecchie versioni. Bufale.net ha trovato quelle che citano MDTV (l’americana, datata 2013) e Sky News (la britannica). Tutte, ripeto, infondate.

L’immagine del documento del Ministero della Salute italiano che accompagna alcune varianti di questo allarme non è affatto un’autenticazione: infatti parla di un richiamo di un lotto di produzione che è dovuto non alla contaminazione da HIV, ma a una non conformità di produzione: “il contenuto della bottiglia ha un sapore molto sgradevole, un aspetto molto denso e livelli concentrati di caffeina, acido fosforico e solfiti”. Inoltre il richiamo (segnalato fra l‘altro da Il Fatto Alimentare) risale al 26 maggio 2017: altro che “prossime settimane”.


Insomma, si tratta della classica bufala che fa leva sulle paure alimentari, sulle antipatie (anche politiche) di alcuni per la Coca Cola e sulla distrazione degli utenti, che pigramente inoltrano a tutti perché è meno faticoso che fermarsi a pensare. Cestinatela e dite ai vostri amici che ve la mandano di piantarla.

Notate, inoltre, il classico trucco della datazione sempreverde: il messaggio non cita date precise, ma parla genericamente di “prossimi giorni”, “prossime settimane” o “ieri”. Così sembra sempre attualissimo.


Fonti aggiuntive: Davidpuente.it.

Somen freddo

Sep. 21st, 2017 11:27 am
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Posted by Luisa Ghetti

Ecco un'altra ricetta dell'ultima serata del quinto corso di cucina casalinga presso LAILAC di Firenze.
Il Somen è una pasta di frumento di colore chiaro, leggermente salata, simile ai capelli d'angelo ma di sezione tonda di pochi millimetri.
La cottura deve essere in acqua a bollore, non salata, per 2 minuti. Vengono serviti su un piatto comune e conviviale di bambù e ciascuno si serve e li bagna in un brodo dashi arricchito e freddo con aggiunta di cipollotto e zenzerofresco grattugiato.
Le dosi sono per 4 persone ma in genere in Giappone è un piatto unico e quindi la dose di pasta è di 100g a testa.
INGREDIENTI

250g di pasta somen
600g di brodo dashi
60g di mirin (60%)
90g di salsa di soia (15%)

zenzero fresco grattugiato
1 cipollotto tritato (solo la parte più tenera)

PROCEDIMENTO

Ricordate che per velocizzare potete preparare il brodofinale il girono prima e mantenerlo in frigorifero freddo, in un vaso di vetro a chiusura ermetica fino al pasto.
In una pentola mescolate il brodo dashi con mirin e salsa di soia. Cuocete a per 10 minuti poi fate intiepidire e mettete in frigorifero a raffreddare fino al momeno di mangiare.

Portate a bollore una pentola con acqua. Cuocete la pasta per 2 minuti poi scolatela passadola sotto abbondante acqua fredda corrente. Smuovetela con le dita.
Preparate il piatto di portata per il somen. Se non avete quello tradizionale in bambù potete utlizzare una tovaglietta grande per fare i rotoli di sushi messa sopra a un piatto. Mettete il somen sul piatto formando dei nidi individuali ordinati non troppo grandi.
Versate il brodo freddo nelle ciotole individuali e date a ogni commensale un piattino con la propria dose di zenzero grattugiato e cipollotto tritato.
Ciascuno arricchirà il proprio brodo con la dose che preferisce e  prenderà dal piatto di portata centrale il somen più volte durante il pasto.
CONSIDERAZIONI

E' importante cuocere poco la pasta e raffreddarla bene e velocemnte, eventualmente anche con del ghiaccio. Il brodo freddo ha un sapore particolare che si completa con l'aggiunta di zenzero e cipollotto. Non amo in modo particolari le preparazioni giapponesi a base di brodo freddo ma questa mi ha entusiasamto. Forse molto dipende dal formato molto fine e particolare dei somen. Provate.


Alghe caramellate dopo brodo dashi

Sep. 21st, 2017 11:08 am
[syndicated profile] luvi_cook_feed

Posted by Luisa Ghetti

Qualche giorno fa all'ultima lezione del quinto corso di cucina casalinga giapponese presso l'associazione culturale LAILAC di Firenze abbiamo assaggiato e imparato un ottimo riuso delle alghe già utlizzate per fare il brodo dashi.
Le alghe per il brodo dashi sono larghe e scure e si chiamano KOMBU. Il dashi si può vare solo vegetale con solo le alghe oppure anche con le scaglie secche di tonnetto chiamate katsobushi.

Ripassando il brodo dashi va fatto mettendo a bagno in una pentola, per 30 minuti, in un 1 litro di acqua fredda 20g di alghe secche kombu precedentemente pulite con un panno umido. Trascorso questo tempo va messa la pentola sul fuoco e una volta raggiunto il bollore le alghe vanno tolte, scolandole. Se volte potete ora aggiugere le scaglie di pesce e cuocerle pochi minuti e scolarle.
Il brodo base, dashi è pronto.

Le alghe e il tonnetto scolati possono essere usai ancora una volta per fare un secondo dashi oppure per altre preparazioni.
Una delle preparazioni per il riuso delle alghe già usate per il brodo dashi è farle caramellate.
INGREDIENTI

BRODO DASHI
1 litro acqua fredda
20g alghe kombu secche

ALGHE CARAMELLATE

le aghe kombu scolate dal brodo dashi ottenute dalla dose sopra
100g di salsa di soia
1,5 cucchiai di Mirin
1,5 cucchiai di Sake
1,5 cucchiai di zucchero

PROCEDIMENTO

Tagliate a striscioline o a quadratini, le alghe scolate poi mettetele in una pentolina con salsa di soia, mirin, sake e zucchero. Cuocete a fiamma bassa, mescolando ogni anto, per 20 minuti facendo attenzione che non si attacchino.

Lasciate raffreddare e utilizzate a vostro gradimento come condimento o piccolo contorno.
CONSIDERAZIONI

Sono ottime per condire il riso bianco oppure da aggiugere a altre preparazioni e/o condimenti. Noi le adoriamo.


Salame di cioccolato bianco

Sep. 21st, 2017 09:13 am
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Posted by Misya

Salame di cioccolato biancoIl salame di cioccolato bianco è la variante di uno dei più classici dolci senza cottura. Per prepararlo servono appena 15 minuti ma dovrete aspettare almeno un paio di ore che si rassodi in frigo prima di poterlo affettare. Se vi piace il cioccolato bianco, o se piace ai vostri bambini, potete prepararlo in qualsiasi momento della giornata e con pochi ingredienti e perchè no… anche insieme a loro 😛 Anche questa ricetta di salame di cioccolata è senza uova, […]


Tartellette all’uva

Sep. 20th, 2017 07:03 am
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Posted by Misya

Tartellette all uvaLe tartellette all’uva sono delle carine e profumatissime piccole torte salate che ho realizzato con il frutto settembrino per eccellenza. Ciò che rende questa ricetta super invitate e’ in primis il profumo, quando le ho preparate un odore di buono si è sparso in tutto l’ufficio, richiamando le ragazze all’assaggio! Per la base delle mie tartellette ho utilizzato della pasta brisee ma anche la pasta sfoglia andrà benissimo, per la farcitura invece ho scelto una crema al formaggio e dell’uva alternata […]


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Posted by Paolo Attivissimo

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/09/20 16:15.

Pochi giorni fa ho dato a La7 il permesso di usare per Bersaglio mobile il mio video di debunking del 2008 Misteri da vendere, dedicato alle tesi di complotto sull’11 settembre. Stamattina mi è arrivata la contestazione di La7 per violazione del diritto d’autore su Youtube: io avrei violato il loro copyright perché loro hanno usato il mio video del 2008 in un programma del 2017.

Naturalmente mi sono opposto sia via Youtube, sia rivolgendomi direttamente ai responsabili di Bersaglio mobile.

La contestazione, fra l’altro, riguarda in tutto trentaquattro secondi. So che molte contestazioni sono generate automaticamente, ma questo è un sistema automatico idiota.





2017/09/20 16:15


Ê arrivata pochi minuti fa la rinuncia alla contestazione:


After reviewing your dispute, La7 has decided to release their copyright claim on your YouTube video.

Video title: "Il foro nel Pentagono è davvero troppo piccolo?"

If you earned any money during the dispute, you should receive that money as part of your next YouTube payment.

- The YouTube Team

Skeletor 2.0

Sep. 19th, 2017 11:33 pm
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Posted by Dean

Skeletor (from Masters of the Universe)

A new 2.0 version of the Skeletor Punx to go with the newer He-Man

The Sketchbook of Loish

Sep. 19th, 2017 09:50 am
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This is the cover artwork for my new art book, The Sketchbook of Loish :) It's like a sequel to my first artbook, but just focusing on rough work (speedpaints, sketches etc). It's in Kickstarter right now! if you back it, you can help us reach the stretch goals ~ which will include stickers, a new playing card set and a coloring book! go check it out here - kck.st/2jlRiiC

Drawn in Photoshop CC with a Wacom Cintiq 27QHD, with textures added from scanned pages and pencil lines.

questions? FAQ

find me on: facebook | instagram | blog | loish.net
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Posted by Luisa Ghetti

Ieri sera si è tenuta l'ultima lezione del quinto corso di cucina casalinga giapponese, presso l'associazione LAILAC di Firenze.
Il Menù era estìvo anche se la giornata di settembre piovosa non sembrava di fine estate.
Oltre al te caldo e ad un assaggio di alghe caramellate abbiamo imparatao come fare:

Somen freddo
Torta a tre stratidi sushi

Ecco qualche foto della serata.

 Somen: spaghetti biancastri, di farina simili ai capelli d'angelo, a sezione tonda
 gamberetti nello stecchino per cuocere dritti
 uova strapazzate
 iniziamo la torta
dopo gamberi, uova e lo strato coi funghi si livella con la pellicola
 scolando i somen
 somen con brodo e condimento di zenzero grattugiato e cipollotto da mettere a gusto al momento

 torta di sushi con riso ai 3 colori: fagiolini, carote e funghi


Fregola con arselle

Sep. 19th, 2017 08:02 am
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Posted by Misya

fregola con le arselleLa fregola con arselle, anche detta fregula,è un tipico piatto che arriva dalla regione Sardegna! La fregola sarda, il piccolissimo formato di pasta di grano duro a forma di pallina irregolare di diametro variabile, viene preparata tipicamente con le arselle, le vongole, ma anche con le telline, i frutti di mare, e perchè no, anche con la salsiccia. La settimana scorsa ero a Cagliari per lavoro e ho avuto modo di assaggiare un po’ di piatti tipici, così ho deciso di […]


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